Mentre gli abusi sessuali sui minori continuano ad aumentare, in particolare nell’ambiente digitale, la nostra associazione prosegue il proprio impegno presso le istituzioni europee al fine di difendere una maggiore tutela dei minori e promuovere misure legislative all’altezza delle sfide.
Mentre leggete questo articolo, alcuni bambini sono vittime di sfruttamento sessuale online. I dati presentati in questo intervento richiamano alla mente una realtà di estrema gravità: ogni secondo, dieci bambini sono vittime di sfruttamento sessuale facilitato dagli strumenti digitali. Dietro queste cifre si nascondono bambini i cui diritti fondamentali, la dignità e l’integrità sono gravemente lesi. Questa realtà richiede una mobilitazione collettiva e duratura: istituzioni europee, autorità pubbliche, autorità giudiziarie, piattaforme digitali, ricercatori, associazioni e società civile.
Un impegno europeo a lungo termine
Da aprile 2023, la nostra presidente interviene regolarmente presso il Parlamento europeo a Bruxelles, insieme ai membri delBrave Movement, di Be Brave France – di cui è anche membro attivo –, a Lydie Drame e a numerosi sopravvissuti.
Questi interventi hanno lo scopo di dare voce alle vittime e ai sopravvissuti, di sensibilizzare i decisori politici europei sull’urgenza di rafforzare la protezione dei minori e di promuovere una legislazione europea ambiziosa, armonizzata ed efficace contro i reati sessuali a danno di minori e le violenze sessuali nei confronti dei minori, sia online che offline.
Elien Rebirth fa parte di ChildSafetyON, una coalizione francese che riunisce diverse organizzazioni associative impegnate nella tutela dell’infanzia: la Fondazione per l’infanzia, l’Associazione CAMELEON, Be Brave France, Elien Rebirth, ECPAT France, Enfance Majuscule, e-Enfance/3018, ecc. …
Questa dinamica nazionale si inserisce a sua volta in un contesto europeo più ampio, quello della coalizione ECLAG (European Child Safety Online Advocacy Group), che riunisce oltre 60 organizzazioni a livello continentale. Tutte condividono lo stesso obiettivo: garantire una protezione effettiva dei minori su Internet e promuovere l’adozione di un quadro legislativo europeo rigoroso contro le violenze sessuali ai danni dei minori.
Portare la voce dei sopravvissuti al centro delle istituzioni europee
Il 15 aprile 2026, la nostra presidente è intervenuta nuovamente al Parlamento europeo insieme ad alcuni sopravvissuti, tra cui Scharliina, Patricia, Sandra e Mark N., nonché a rappresentanti di organizzazioni internazionali e soggetti impegnati nella lotta contro le violenze sessuali sui minori.
A questo incontro hanno partecipato, in particolare:
- Javier Zarzalejos, presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE)
- Caterina Chinnici, eurodeputata e magistrata, membro di tale commissione
- Magnus Brunner, commissario europeo responsabile per gli Affari interni e la migrazione
- Il Segretario generale dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti dei minori
- Diversi eurodeputati e rappresentanti della società civile
L'obiettivo di questo intervento era quello di richiamare l'attenzione su una realtà che non può essere ignorata: le violenze sessuali commesse ai danni dei bambini, talvolta fin dalla più tenera età, provocano traumi profondi le cui conseguenze possono segnare in modo duraturo l'intera esistenza.
Attraverso le loro testimonianze, i sopravvissuti hanno ribadito la necessità di porre la loro esperienza al centro delle decisioni pubbliche, al fine di elaborare politiche realmente adeguate alle esigenze delle vittime e di rafforzare i meccanismi di prevenzione, protezione e sostegno.
Una sfida importante: proteggere i bambini in un ambiente digitale in continua evoluzione
Il dibattito si è concentrato in gran parte sulle nuove sfide legate al digitale e alla rapida evoluzione delle forme di sfruttamento sessuale dei minori online.
L’Internet Watch Foundation (IWF) ha presentato dati particolarmente preoccupanti:
- Quasi 300.000 segnalazioni confermate di contenuti pedopornografici nel 2024, una cifra in costante aumento,
- Il 62% di questi contenuti è ospitato in Europa,
- Un'esplosione dei contenuti relativi ad abusi sessuali su minori generati o modificati tramite l'intelligenza artificiale, che sta dando origine a nuove forme di criminalità.
Il 3 aprile 2026 è scaduto il quadro giuridico europeo che consentiva alle piattaforme digitali di individuare volontariamente i contenuti relativi ad abusi sessuali su minori, in assenza di un accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea sulla sua proroga. In mancanza di una normativa duratura, questa situazione crea un’incertezza giuridica che rischia di ridurre le capacità di individuazione e segnalazione di tali reati online. Chiediamo alle istituzioni europee di adottare rapidamente un quadro normativo duraturo che garantisca una protezione efficace dei minori, nel rispetto dei diritti fondamentali.
Il dibattito ha inoltre messo in luce il fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori a distanza. Gli esempi presentati durante l’incontro, in particolare quelli relativi alle Filippine, hanno dimostrato come alcune reti criminali consentano ad autori di reati situati in Europa di finanziare e commissionare abusi sessuali ai danni di minori vulnerabili all’estero, ricordando che la pedocriminalità è un fenomeno transnazionale che richiede una cooperazione rafforzata tra Stati, istituzioni europee, autorità giudiziarie, piattaforme digitali e operatori specializzati nella protezione dell’infanzia.
Esistono delle soluzioni: l'urgenza di una mobilitazione collettiva
I partecipanti hanno inoltre ricordato che esistono già soluzioni tecnologiche in grado di migliorare l’individuazione dei contenuti pedopornografici. Strumenti innovativi, come Percipion, sviluppato da Aeteos, dimostrano le possibilità offerte dalle nuove tecnologie per sostenere la prevenzione e rafforzare la lotta contro questi reati.
La sfida consiste ora nell’accelerare lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni efficaci, in un quadro che rispetti i diritti fondamentali, garantendo al contempo una cooperazione rafforzata tra tutti gli attori coinvolti.
Diversi responsabili europei hanno ribadito che la sicurezza, la dignità e i diritti fondamentali dei minori devono rimanere al centro delle future politiche europee, sottolineando l’importanza di coinvolgere i sopravvissuti e le organizzazioni che operano sul campo nei lavori legislativi, al fine di garantire risposte adeguate alle realtà vissute dalle vittime.
Un impegno che prosegue a livello europeo
Siamo orgogliosi di contribuire a questo lavoro al fianco di partner europei pienamente impegnati nella tutela dell’infanzia. Dare voce alle vittime, condividere la nostra esperienza sul campo e partecipare alle riflessioni condotte a livello europeo rappresentano leve fondamentali per far evolvere in modo duraturo le politiche pubbliche.
Porgiamo i nostri più sinceri ringraziamenti alle organizzazioni partner, ai sopravvissuti che hanno accettato di testimoniare e ai rappresentanti delle istituzioni presenti a questo incontro. Il loro impegno collettivo contribuisce a far progredire la lotta contro i reati sessuali a danno dei minori e le violenze sessuali sui bambini, nonché a costruire un’Europa sempre più attenta alla tutela dei diritti, della sicurezza e della dignità di ogni bambino.