Le nostre iniziative

Dalla visione all'azione

La nostra visione, incentrata sulla voce dei sopravvissuti e sulla trasformazione sostenibile dei sistemi, acquista senso solo se si traduce in azioni concrete, misurabili e impegnate sul campo. La nostra azione si articola su quattro fronti complementari: l’assistenza legale alle vittime, la prevenzione, la sensibilizzazione e la formazione, l’attività di advocacy istituzionale e la lotta contro gli abusi nelle istituzioni.

1. Impegno giudiziario: costituirsi parte civile a fianco delle vittime

Il riconoscimento giuridico è una fase determinante del processo di ricostruzione. Per questo motivo Elien Rebirth si costituisce parte civile nei procedimenti giudiziari, al fianco delle vittime e delle loro famiglie.

2. Prevenzione, sensibilizzazione e formazione

La prevenzione costituisce la nostra prima linea d’azione. Realizziamo programmi di sensibilizzazione e formazione rivolti alle istituzioni, ai professionisti e al grande pubblico, in collaborazione con i nostri partner. Tre priorità guidano le nostre azioni.

  1.  Istituzioni e professionisti: formare gli operatori a diretto contatto con i bambini e le fasce vulnerabili della popolazione (settore medico-sociale, educativo, giudiziario, forze dell’ordine…) a individuare i segnali deboli e a favorire la libera espressione.
  2. Aree rurali: attuare interventi nelle zone con minore copertura di rete, dove l’isolamento ostacola la segnalazione.
  3. Disabilità: integrare sistematicamente questo tema in tutti i nostri moduli di prevenzione.

Un importante punto cieco: le donne sole, senza figli, sopravvissute a violenze subite durante l'infanzia, sia che siano normodotate sia che abbiano una disabilità

La nostra presidente ne ha fatto esperienza diretta (vedi la sua testimonianza nella sezione “La nostra visione”): non essendo né madri né aventi diritto identificati, queste sopravvissute sfuggono ai criteri di quasi tutte le politiche pubbliche di sostegno, concepite intorno al nucleo familiare. Senza figli da proteggere in senso amministrativo, diventano statisticamente invisibili, assenti dai dati, dai dispositivi di assistenza e dalle priorità. Elien Rebirth ha scelto di dare esplicitamente voce a queste donne affinché smettano di essere questo «punto cieco».

3. Attività di sensibilizzazione a livello nazionale ed europeo: per una protezione senza punti ciechi

Svolgiamo un’attiva attività di advocacy presso le istituzioni nazionali ed europee per promuovere l’evoluzione dei quadri normativi, rafforzare la cooperazione transnazionale e diffondere le migliori pratiche nella lotta contro i reati contro i minori. La nostra attività di advocacy interviene su tutti i punti del sistema in cui la protezione può risultare compromessa, compresi gli ambiti che sembrano lontani dalla questione, come gli iter amministrativi delle persone con disabilità.

  • Il divario digitale nei servizi pubblici: a gennaio 2026, solo il 7% delle principali procedure pubbliche online è conforme ai requisiti di accessibilità, ben lontano dagli obiettivi fissati dallo Stato. Per un bambino con disabilità vittima di abusi o per la sua famiglia, questa lacuna ritarda l’accesso a diritti fondamentali (riconoscimento della disabilità, aiuti compensativi, assistenza medico-sociale). Per un sopravvissuto adulto, si tratta di un ulteriore ostacolo in un percorso di ricostruzione già di per sé difficile.
  • Il calvario del cambio di dipartimento (la doppia pena): per una persona con disabilità vittima di violenza, un trasloco reso necessario dal procedimento giudiziario (per allontanarsi dall’aggressore) innesca una procedura di trasferimento presso la MDPH. Sul campo, constatiamo che i tempi si protraggono per diversi mesi, lasciando le persone in una situazione di di fatto sospensione dei propri diritti (aiuti interrotti, accompagnamento sospeso) proprio nel momento in cui hanno maggiormente bisogno di stabilità.

La tutela di un minore o di un sopravvissuto con disabilità non può fermarsi alle porte del tribunale: deve estendersi a ogni procedura amministrativa che condiziona il suo reinserimento.

    4. Lotta contro gli abusi e le violenze sessuali nelle strutture di cura, comprese quelle psichiatriche

    L’assistenza e il sostegno non devono mai diventare fonte di ulteriore vulnerabilità. Elien Rebirth si impegna con determinazione contro gli abusi istituzionali, in particolare nel settore sanitario e psichiatrico.

    Il caso Joël Le Scouarnec

    Chirurgo condannato nel maggio 2025 a vent'anni di reclusione per stupri e violenze sessuali commessi tra il 1989 e il 2014 ai danni di 299 vittime (di cui 256 minorenni), in una dozzina di ospedali francesi.

    In Irlanda

    I bambini affidati a istituti sono stati sottoposti, per decenni, a trattamenti disumani, tra cui abusi fisici e sessuali, oggi riconosciuti dallo Stato irlandese.

    Il caso Marc Adida

    Uno psichiatra di Marsiglia dell’AP-HM è stato condannato nel 2025 a dodici anni di reclusione per stupri e violenze sessuali ai danni di diverse pazienti; una prima segnalazione, rimasta senza seguito per dieci anni, era stata tuttavia presentata già nel 2010.

    In Canada

    Lo scandalo dell’orfanotrofio di Mount Cashel ha portato alla luce abusi sessuali sistematici ai danni dei bambini affidati alla struttura, e rimane un caso emblematico a livello mondiale di silenzio istituzionale organizzato.

    Questi casi, pur presentandosi in contesti diversi (medico, psichiatrico, educativo, religioso), seguono tutti lo stesso schema: silenzio prolungato, segnalazioni minimizzate, protezione insufficiente. Per questo motivo ci battiamo per un rafforzamento dei controlli, della formazione del personale e dei meccanismi di segnalazione in tutte le strutture che accolgono bambini o persone vulnerabili.